La fidanzata e la nuova collega attraente… Nello stesso ufficio!!!

Entra a lavoro una nuova collega carina e simpatica e nonostante la mia ragazza del tempo fosse anch’essa una collega riesco a uscire con questa tipa nuova… Sicché birretta, chiacchiere, risate, macchina, luogo appartato ma neanche troppo e romantico qb e via con la PS… Dopo una ventina di minuti di energica PS una macchina si avvicina e ci pianta gli abbaglianti addosso… Attendiamo, ci nascondiamo un po’ e poi visto che non accennava ad andarsene abbasso il finestrino e mostro un bel dito medio accompagnato da un sonoro “ti levi dal ca*** con quei fariiiii”…. al che per tutta risposta si accendono due lampeggianti blu dei carabinieri… PSDM!!

Sei stato friendzonato: quando lei ti dice che sei speciale ma…

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Foto presa da Facebook fan page BOOM. Friend zoned. La friendzone è la situazione che si viene a creare quando all’interno di un’amicizia, solitamente fra un uomo e una donna (ma il termine vale anche per due uomini o due donne), uno dei due scopre di essere innamorato dell’altro/a o di vivere nei suoi confronti una forte attrazione fisica. Ross e Rachel, filosofi della friendzone. La parole friendzone nasce da un episodio della serie “Friends”, in cui l’amico Joey definiva Ross “sindaco della friendzone”, perché innamorato dell’amica Rachel, ma non corrisposto. Sei stato “friendzonato”. E’ con una frase, solitamente, che ci si ritrova in un attimo, intrappolati  nella friendzone, e tutto ciò succede non appena viene fatta la propria dichiarazione d’amore. “Siamo solo amici”, “Mi dispiace se ti ho illuso”, “Sei una persona speciale, ma non mi piaci”: sono alcuni banali esempi. Da quel momento, e sicuramente per un certo periodo, l’amico/a innamorato finito nella friendzone soffrirà d’amore per l’altra/o che non ne vuole sapere.

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Il termine Friendzone è finito pure sull’Oxford Dictionary online dove troviamo la definizione: “Una situazione in cui una relazione platonica esiste fra 2 persone, una delle quale ha un interesse romantico o sessuale non dichiarato per l’altra persona”. Ovviamente anche ad Oxford non hanno una soluzione, una ricetta per uscire fuori da questa zona paludosa. Diciamo che Max Pezzali aveva già raccontato il tutto già nella sua “La regola dell’amico“, forse (pur non avendo studiato ad Oxford, mi sa). Inutile dire che oggi la rete impazza tra i varimeme dedicati a questo argomento “pop” (nel senso di popolare, che colpisce senza distinzione tutti). Regola principale ed indistinta per tutti: starne il più lontano possibile o, almeno, fare in modo che il proprio livello e avvicinamento a quella maledetta zona, sia il più basso possibile.

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Ecco cosa succede quando la voglia ti assale, indipendentemente dal luogo in cui ti trovi…

Tre anni fa, io e la mia attuale ragazza, presi dalla passione decidiamo di chiuderci nel bagno della stazione ferroviaria (premettendo che tra il pavimento e la porta ci sono almeno 30cm di spazio). Mentre consumavamo la nostra PS sentiamo la voce di un uomo che con un tono arrabbiato per la tarda ora ci invitava ad uscire per la chiusura dei bagni. Essendo nel bagno delle donne, la mia ragazza risponde di aver quasi finito ignorando che l’uomo mi vedeva da sotto la porta. Dopo svariati minuti e dopo numerosi richiami decidiamo di uscire. Mai dimenticherò l’imbarazzo provato e le risate trattenute, uscendo a testa bassa da quel bagno e il viso soddisfatto dell’uomo. Ancora oggi, quando ci capita di incontrarlo per strada, non possiamo fare a meno di ridere! Fonte: PSDM – La performance sessuale di merda

Ecco le 11 preziose regole del successo di Bill Gates

Un giorno in un liceo degli Stati Uniti, Bill Gates tenne un discorso rivolto a una giovane platea. Nel suo discorso parlò di 11 regole. Undici regole che non si imparano sui banchi di scuola. Eccole elencate di seguito: Regola 1: La vita non è giusta, è meglio farci l’abitudine in fretta. Regola 2: Il mondo non ha nulla a che fare con la stima di voi stessi. Il mondo si aspetta che riusciate in qualcosa prima di sentirvi bene con voi stessi. Regola 3: non guadagnerete 60.000 $ all’anno quando uscirete dal liceo. Non sarete Vice-Presidente della società con tanto di auto aziendale e con tanto di telefono incorporato prima di meritarlo. Regola 4: Se pensate che il vostro insegnante sia duro, aspettate di avere un padrone e vedrete. Regola 5: Far cuocere degli hamburger non insulta la vostra dignità (lavorando al McDonald’s! I vostri nonni avevano un termine diverso per definirlo: opportunità). Regola 6: Se vi annoiate e non sapete cosa fare non è colpa dei vostri genitori. Quindi smettetela di lamentarvi, ma imparate a partire dai vostri errori. Regola 7: Prima che voi nasceste, i vostri genitori non erano così noiosi come ora. Sono diventati così a furia di pagare i vostri conti, pulire i vostri vestiti e a forza di sentirvi quanto siano o meno buoni genitori. Quindi, prima di tentare di salvare la foresta vergine dai parassiti della generazione dei vostri genitori, iniziate piuttosto a pulire la vostra camera. Regola 8: Le scuole con un nuovo approccio didattico possono avere eliminato le etichette di “vincitori” e “perdenti”, ma nella vita reale non è così! In alcune scuole hanno eliminato i voti sotto alla media e vi vengono date tante possibilità per trovare la risposta desiderata. Questo è lontanissimo dalla vita lavorativa e sociale! Regola 9: La vita non è divisa in trimestri. Bisogna lavorare anche d’estate e pochi sono i datori di lavoro interessati al vostro sviluppo personale. Lavorateci su da soli nel tempo libero. Regola 10: La televisione non è la vita reale. Nella vita reale, la persone devono correre a lavorare. Regola 11: Siate gentili con i nerd e i secchioni. È molto probabile che un domani vi ritroviate a lavorare per uno di loro! [Con un chiaro riferimento a se stesso]

L’incredibile storia di una signora che entrò all’ultimo minuto in un negozio per comprare i regali di Natale ai figli

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Era la Vigilia di Natale, e la commessa non vedeva l’ora di andarsene! Pensava in continuazione alla festa che l’attendeva appena avrebbe finito il lavoro. Sentiva già i mormorii di ammirazione, che l’avrebbero accompagnata mentre entrava vestita con l’abito da sera di velluto con il suo cavaliere che la scortava. Mancavano solo cinque minuti alla chiusura quando arrivò l’ultima cliente! – “Non è possibile che venga proprio al mio banco!” – pensò la commessa. Finse di non sentire, quando quella si schiarì la voce, e disse piano: – “Signorina, signorina… Quanto costano, quelle calze?”. – “Credo che sul cartellino ci sia scritto: 3 Euro!” – rispose scocciata. – “Non ne avete di meno care?” – “2 Euro!” – scattò, guardando l’orologio. – “Mi faccia vedere quelle meno care, per favore!” – “Sono siacente, signora. Stasera chiudiamo alle 18,30 perché, se non lo sa, oggi è la Vigilia di Natale!” Siccome la cliente non apriva bocca, la commessa si decise a rivolgere a lei lo sguardo. Era pallida, aveva l’aria affaticata, le occhiaie erano profonde. Probabilmente non aveva nemmeno trent’anni ma ne dimostrava molti di più per quell’aspetto sciupato. – “Ma… I miei figli non avranno neanche un regalo!” – disse, triste. Poi aggiunse: – “Fino a stasera non avevo soldi!”. – “Mi dispiace tanto per lei, signora!” – disse la commessa, allontanandosi da lei. La commessa non arrivò fino al fondo del banco. La donna non aveva detto neppure una parola, ma alla commessa non riuscì di fare un passo in più. Si voltò e notò nei suoi occhi l’espressione più triste che avesse mai visto. Tornò sui suoi passi. 

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– “D’accordo, signora, ma faccia presto!” Un sorriso illuminò il volto della donna, che si mise a correre tra calzini, nastri e vari oggetti regalo che il negozio offriva. Alla commessa, quei pochi minuti, sembrarono lunghi come l’eternità. Finalmente la donna, si decise e scelse di acquistare alcune paia di calze, dei nastri colorati e due libri di fiabe sul Natale. La commessa gettò gli acquisti in un sacchetto e diede il resto alla signora. Ormai nel negozio non c’era più nessuno. Andò di corsa negli spogliatoi, infilò in fretta il vestito e corse fuori dal negozio, incontro al suo cavaliere che l’attendeva in macchina, con il motore acceso, dall’altra parte della strada. Fu al terzo semaforo rosso che notò la donna del negozio: camminava in fretta, tenendo stretto, con il suo esile corpo, il pacco dei doni per i suoi figli. Il suo volto, che aveva perduto la patina di stanchezza, era ancora illuminato dal sorriso. In quel breve istante, qualcosa avvenne dentro di lei. Non vide solo la donna: vide i suoi quattro bambini, che, il mattino dopo si sarebbero infilati felici le calze nuove, avrebbero messo i nastri nei capelli ed avrebbero letto o le favole di Natale. In fondo al cuore la commessa si sentì felice. Ricorda: spesso basta poco per far felice chi sta accanto a noi e facendo qualcosa di bene per gli altri, stiamo meglio anche noi stessi.

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Barzelletta: “Il piccolo Mario va una settimana in campagna dagli zii e dalla cuginetta…”

Il piccolo Mario va una settimana in campagna dagli zii e dalla cuginetta. Di notte il piccolo Mario sente dei rumori dalla camera degli zii che stanno facendo sesso, entra e chiede alla zio come mai quel rumore e lui imbarazzato: “tranquillo Mariolino torna a letto che noi stiamo facendo un giro con la macchina” dopo 10 minuti gli zii sentono un rumore dalla camera di Mariolino e la loro figlia, preoccupati entrano nella camera e vedono Mariolino seduto sopra la cugina e dicono: “ma cosa state facendo?” e Mariolino: “zio zia non preoccupatevi che vi stiamo inseguendo in motocicletta”

Barzelletta: “Un ragazzo e una ragazza si incontrano in discoteca…”

Un ragazzo e una ragazza si incontrano in discoteca. Capiscono subito di aver voglia di fare l’amore, allora escono, vanno in macchina da lui e cominciano a fare sesso, ma per quanto spinga lui non riesce ad entrare. Allora comincia a spingere sempre più forte e alla fine con una gran spinta finalmente ce la fa. Dopo lui dice: “sai, se avessi saputo che eri vergine ci avrei messo più tempo” e lei risponde: “se avessi saputo che avevi più tempo mi sarei tolta i collant”

Barzelletta: “In un ufficio lavorano una bionda e una mora…”

In un ufficio lavorano una bionda e una mora. Un giorno alla mora arriva un gran mazzo di fiori dal fidanzato e lei è molto contrariata e la bionda dice: “perché sei arrabbiata? A tutte piace ricevere dei fiori” allora la mora risponde: “perché quando mi manda dei fiori poi mi tocca stare tutto il fine settimana con le gambe per aria” e l’altra: “scusa, perché non ti compri un vaso da fiori?”

Sei stato friendzonato: nessuno si aspettava una reazione del genere!

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Foto presa da Facebook fan page BOOM. Friend zoned.
La friendzone è la situazione che si viene a creare quando all’interno di un’amicizia, solitamente fra un uomo e una donna (ma il termine vale anche per due uomini o due donne), uno dei due scopre di essere innamorato dell’altro/a o di vivere nei suoi confronti una forte attrazione fisica. Ross e Rachel, filosofi della friendzone. La parole friendzone nasce da un episodio della serie “Friends”, in cui l’amico Joey definiva Ross “sindaco della friendzone”, perché innamorato dell’amica Rachel, ma non corrisposto. Sei stato “friendzonato”. E’ con una frase, solitamente, che ci si ritrova in un attimo, intrappolati  nella friendzone, e tutto ciò succede non appena viene fatta la propria dichiarazione d’amore. “Siamo solo amici”, “Mi dispiace se ti ho illuso”, “Sei una persona speciale, ma non mi piaci”: sono alcuni banali esempi.

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Da quel momento, e sicuramente per un certo periodo, l’amico/a innamorato finito nella friendzone soffrirà d’amore per l’altra/o che non ne vuole sapere. Il termine Friendzone è finito pure sull’Oxford Dictionary online dove troviamo la definizione: “Una situazione in cui una relazione platonica esiste fra 2 persone, una delle quale ha un interesse romantico o sessuale non dichiarato per l’altra persona”. Ovviamente anche ad Oxford non hanno una soluzione, una ricetta per uscire fuori da questa zona paludosa. Diciamo che Max Pezzali aveva già raccontato il tutto già nella sua “La regola dell’amico“, forse (pur non avendo studiato ad Oxford, mi sa). Inutile dire che oggi la rete impazza tra i varimeme dedicati a questo argomento “pop” (nel senso di popolare, che colpisce senza distinzione tutti). Regola principale ed indistinta per tutti: starne il più lontano possibile o, almeno, fare in modo che il proprio livello e avvicinamento a quella maledetta zona, sia il più basso possibile.

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Lui confessa tutto il suo amore per lei… La sua risposta è epica!

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La friendzone è la situazione che si viene a creare quando all’interno di un’amicizia, solitamente fra un uomo e una donna (ma il termine vale anche per due uomini o due donne), uno dei due scopre di essere innamorato dell’altro/a o di vivere nei suoi confronti una forte attrazione fisica. Ross e Rachel, filosofi della friendzone. La parole friendzone nasce da un episodio della serie “Friends”, in cui l’amico Joey definiva Ross “sindaco della friendzone”, perché innamorato dell’amica Rachel, ma non corrisposto. Sei stato “friendzonato”. E’ con una frase, solitamente, che ci si ritrova in un attimo, intrappolati  nella friendzone, e tutto ciò succede non appena viene fatta la propria dichiarazione d’amore. “Siamo solo amici”, “Mi dispiace se ti ho illuso”, “Sei una persona speciale, ma non mi piaci”: sono alcuni banali esempi.

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Da quel momento, e sicuramente per un certo periodo, l’amico/a innamorato finito nella friendzone soffrirà d’amore per l’altra/o che non ne vuole sapere. Il termine Friendzone è finito pure sull’Oxford Dictionary online dove troviamo la definizione: “Una situazione in cui una relazione platonica esiste fra 2 persone, una delle quale ha un interesse romantico o sessuale non dichiarato per l’altra persona”. Ovviamente anche ad Oxford non hanno una soluzione, una ricetta per uscire fuori da questa zona paludosa. Diciamo che Max Pezzali aveva già raccontato il tutto già nella sua “La regola dell’amico“, forse (pur non avendo studiato ad Oxford, mi sa). Inutile dire che oggi la rete impazza tra i varimeme dedicati a questo argomento “pop” (nel senso di popolare, che colpisce senza distinzione tutti). Regola principale ed indistinta per tutti: starne il più lontano possibile o, almeno, fare in modo che il proprio livello e avvicinamento a quella maledetta zona, sia il più basso possibile.

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